A tutti piace tornare a casa e trovare un bel fresco refrigerante, soprattutto se si vive in città, per creare questa oasi di pace però, c’è un’unica soluzione: condizionatore in modalità “on“, con conseguente impennata di consumi.

Siamo diventati dipendenti dal condizionatore e piuttosto che patire il caldo, molti, proprio in questo periodo, sono alla ricerca di soluzioni per risolvere il problema alla fonte, o più precisamente alla fonte energetica.

Probabilmente anche tu sei incappato in questo articolo perché, come me, al condizionatore non puoi rinunciare ma non puoi fare a meno di arrabbiarti quando il distributore energivoro di turno ti presenta il conto, consapevole che con le rinnovabili, l’aria condizionata potrebbe costarti praticamente zero!

Così ad ogni bolletta torna quella vocina che ti dice “ora installo un impianto fotovoltaico e mi libero da questa schiavitù!”, ma non ti decidi così i dubbi restano e le bollette salate pure. Capisco la tua rabbia e ancora di più capisco le tue perplessità perché chi dice che le rinnovabili convengono sempre e in ogni situazione, non dice il vero.

Per questo ho deciso di scrivere questo articolo, per aiutare chi come te ha le idee un po’ confuse in merito o semplicemente vorrebbe capirne di più, a valutare l’effettiva convenienza di un impianto fotovoltaico ad uso domestico e nello specifico quanto è possibile risparmiare se affiancato alle pompe di calore.

Quando conviene installare un impianto fotovoltaico?

L’impianto fotovoltaico in Italia è ormai piuttosto diffuso, anche per uso domestico, ma quand’è che conviene realmente installarlo? Quando l’obiettivo è l’autoconsumo, così da avere la sola energia che occorre per i propri consumi e pagarla zero.

Ovviamente vi sono altri fattori da tenere conto, l’esposizione, le caratteristiche dei pannelli, i costi da sostenere per l’intervento, ma prima di tutto è utile chiederci: riuscirò a consumare energia nel momento stesso della produzione?

Mi spiego meglio, chiaramente l’impianto fotovoltaico produce energia elettrica quando i pannelli vengono raggiunti dalle radiazioni solari, solitamente però si è costretti a passare la gran parte della giornata al lavoro, quindi fuori casa.Il rischio quindi è di produrre, se pur gratuitamente, energia che non verrà sfruttata da nessuno e che soprattutto, ci lasci a secco al rientro da lavoro, quando ormai i pannelli sono in disuso.

Qual è la soluzione? È molto semplice, cambiare le nostre abitudine energetiche.

Tranquillo non ti sto suggerendo di adottare un fuso orario tutto tuo o scambiare gli orari di veglia con quello di sonno, soltanto di programmare i tuoi elettrodomestici diversamente di come stai facendo adesso.

Con un impianto fotovoltaico non dovrai più tenere conto dei consumi economici in F3, anzi l’obiettivo è proprio quello di spostare la programmazione ad esempio di lavatrici, lavastoviglie, forni e pompe di calore nelle ore diurne, quindi in autoconsumo.

Lo so che proprio nelle prime righe abbiamo detto che tutti noi vorremmo tornare a casa la sera e riposarci al fresco del condizionatore ed ora abbiamo ribadito che i pannelli producono energia solo di giorno, ma ti chiedo: se durante il giorno le pompe di calore, alimentate dai pannelli, refrigerassero gli ambienti costantemente, la sera non troveresti comunque un ambiente fresco evitando magari picchi di getti d’aria fredda?

Stesso discorso per l’inverno: con le pompe di calore si ottiene il riscaldamento elettrico degli ambienti che possiamo attivare durante le ore di giorno e ritrovare poi la sera quando torniamo a casa.

Con questi piccoli accorgimenti si può arrivare ad un grandissimo risparmio e alleggerire l’ambiente da tonnellate di emissioni. Per arrivare però al massimo risultato, la parola chiave è sempre una: efficientare.

Perché produrre riscaldamento o refrigero costante se poi gli infissi non trattengono perfettamente il calore? O ancora, perché non sfruttare la domotica per avviare e monitorare i consumi energetici comodamente attraverso la rete internet, quindi con i propri smartphone, pc o tablet?

Queste azioni se combinate assieme, oltre a garantire vantaggi economici apportano un beneficio considerato erroneamente secondario: benessere dell’ambiente domestico.

Efficientare la propria abitazione per il benessere degli ambienti

Ridurre all’osso i costi energetici senza rinunciare alle prestazioni è il motivo che muove la stragrande maggioranza delle persone ad efficientare la propria abitazione, e pochi sono realmente consapevoli del più grande beneficio che acquisiscono: salute e benessere.

Prendiamo come esempio la sostituzione di vecchi infissi con dei nuovi più efficienti in PVC (che puoi trovare approfondito in questo articolo): nella maggior parte dei casi chi decide di effettuare questo intervento vede in quegli spifferi un danno a suo portafoglio e non alla sua salute, ignorando tutti gli effetti collaterali legati ad una cattiva qualità dell’aria.

Lo stesso possiamo dire per l’uso del condizionatore in questo periodo, risparmiare sulle grandi impennate di consumi è certamente un aspetto molto positivo, ma ottenere la temperatura ideale – dove per ideale non si intende avere un’escursione climatica dentro / fuori di 15°- costante, senza pericolosi sbalzi termici, non è ancora più importante?

Le energie rinnovabili ed in generale le nuove tecnologie volte a migliorare le nostre case, non scordiamoci che nascono prima di tutto per dare qualità alle nostre vite e solo in seguito, risparmio.