L’illuminazione pubblica pesa per il 20-30% sulla bolletta energetica comunale, con il relamping LED questa spesa si riduce notevolmente, ottenendo al contempo, una resa luminosa migliore e senza impattare sull’ambiente.

Continua a crescere il numero delle amministrazioni che sceglie di realizzare il relamping dell’illuminazione pubblica in Italia, una scelta responsabile ma anche estremamente vantaggiosa.

Il passaggio dalla vecchia tecnologia a quella LED, permette alle amministrazioni comunali di assicurarsi notevoli risparmi energetici, quindi economici, una resa luminosa migliore e minori costi di manutenzione. In molti casi poi, attraverso questi risparmi, le amministrazioni, possono finanziare altre opere di pubblico interesse altrimenti impensabili.

Visti questi grandi benefici, probabilmente anche tu starai valutando il relamping dell’illuminazione pubblica per il tuo Comune, per questo ti occorre saperne di più sui vantaggi di questa soluzione ma anche sui rischi.

Come per ogni grande intervento infatti, anche nel relamping dell’illuminazione pubblica, è possibile riscontrare delle problematiche ed è normale dunque nutrire dei dubbi.

I risultati di risparmio ripagheranno l’investimento? E in quali tempi? Come cambierà l’illuminazione delle strade? Anch’io mi porrei le stesse domande, soprattutto perché si tratta di investire i soldi dei cittadini.

Per questo motivo ho deciso di scrivere questo articolo, per aiutare chi come te vuole vederci chiaro sul relamping dell’illuminazione pubblica, tenendo conto dei principali benefici e si, anche di alcuni rischi, così da prevenirli.

In questo modo potrai realizzare l’intervento di efficienza energetica senza rischi e con tutte le garanzie del caso per la tua amministrazione e soprattutto per la cittadinanza. Per cui mettiti comodo e buona lettura!

Illuminazione pubblica a LED, come funziona

L’illuminazione a Light Emitting Diode (LED) è caratterizzata da un dispositivo optoelettrico che sfrutta la capacità di alcuni materiali semiconduttori di produrre fotoni attraverso un fenomeno di emissione spontanea, anziché tramite filamento o gas come per le lampade tradizionali.

Questa tecnologia permette alla lampada di accendersi immediatamente attraverso un minimo passaggio di corrente, emettendo una luce priva di infrarossi ed ultravioletti.

L’adeguamento dell’illuminazione pubblica esistente a quella LED (relamping) può avvenire in due modalità:

  • conservando il sostegno illuminante (lampione) originale e sostituendo la tecnologia all’interno della lampada;
  • sostituendo il sostegno con corpi illuminanti cin tecnologia LED.

Relamping per la pubblica illuminazione, benefici e vantaggi

In entrambi i casi, l’intervento di relamping è sempre in grado di generare sempre notevoli risparmi e molteplici benefici.

Come anticipato nel paragrafo precedente, la tecnologia LED necessita di un minimo passaggio di corrente per mettersi in funzione, pensa, nel caso della pubblica illuminazione, un corpo illuminante LED produce la stessa quantità di luce di uno tradizionale ma richiede solo la metà della corrente elettrica.

Questo garantisce due vantaggi:

  • riduzione dei consumi energetici;
  • risparmio economico.

Di che tipo di risparmio parliamo? Fino al 70% dei costi iniziali.

Altro aspetto positivo del relamping per la pubblica illuminazione è rappresentato dalla resa luminosa delle lampade:

  • priva di infrarossi ed ultravioletti;
  • regolabile e personalizzale grazie al dispositivo optoelettrico, con cui è possibile direzionare ogni singolo fascio luminoso, anziché proiettare luce sferica come le lampade tradizionali;
  • non emettono calore, o più precisamente, lo trattengono al suo interno.

Inoltre, la vita media della lampada LED è di 50.000 ore, tre volte tanto quella delle lampade tradizionali e necessitano di un bassissimo livello di manutenzione nel corso tutta la vita operativa.

Tutti vantaggi molto importanti per i cittadini e per l’amministrazione… e per l’ambiente?

  • Le lampade LED sono prive di sostanze tossiche o dannose per l’ambiente o per la salute;
  • Diminuendo i consumi energetici, diminuisce l’utilizzo della materia prima energia;
  • Riducono l’inquinamento luminoso.

Relamping per la pubblica illuminazione, incentivi dedicati

Essendo il relamping per la pubblica illuminazione, uno dei più virtuosi interventi di efficienza energetica, il GSE S.p.A. ha disposto un meccanismo di incentivazione particolarmente vantaggioso, che permette alle amministrazioni di rientrare in tempi brevi, nell’investimento.

Questo meccanismo si chiama Certificati Bianchi o Titoli di Efficienza Energetica (TEE) e premia il risparmio di energia primaria conseguito attraverso gli interventi di efficientamento.Relamping per la pubblica illuminazione, incentivi dedicati

Ad ogni Tonnellata di Barile di Petrolio (TEP) risparmiata per produrre energia, viene assegnato un Certificato Bianco, questo poi, può essere rivenduto nella borsa del Gestore Mercati Energetici (GME), per questo vengono definiti anche Titoli di Efficienza Energetica.

La richiesta d’incentivo deve essere presentata al GSE S.p.A. e deve rispettare precisi standard.

Relamping per la pubblica illuminazione, senza spese e senza rischi

Fino a qui abbiamo parlato soltanto di vantaggi e benefici ottenibili grazie al relamping per la pubblica illuminazione, adesso è arrivato il momento di parlare dei rischi.

Una delle principali problematiche relative alla riqualificazione della pubblica illuminazione sta nell’investimento da sostenere, tenuto conto soprattutto, della difficoltà da parte della gran parte dei Comuni italiani, a reperire le risorse necessarie.

Proprio per agevolare tale investimento, accennavo ai Certificati Bianchi, ma accedere al meccanismo è complesso perché richiede competenze tecniche ed altamente specializzate.

Siccome poi, la richiesta al GSE per i Certificati Bianchi deve essere presentata prima dell’inizio dei lavori, l’amministrazione può correre il rischio di avviare i lavori facendo affidamento sull’incentivo, ed ottenere invece, il rigetto della pratica.

In situazioni di questo tipo potrebbe risultare difficile rientrare nell’investimento in tempi utili e non è l’unico rischio.. se lo stesso risparmio energetico risultasse meno di quello preventivato? Se la resa luminosa non fosse quella aspettata?

Per fronteggiare questi rischi, si è diffuso un eccellente sistema: L’Energy Performance Contract (EPC).

Un particolare Contratto di Rendimento Energetico, ampiamente diffuso in Europa, con la finalità di coinvolgere soggetti privati nel finanziamento e nella realizzazione (comprensiva di progettazione e manutenzione) di opere pubbliche, con il vantaggio per i privati, di guadagnare dal risparmio generato grazie all’efficientamento.

Per quanto concerne la Pubblica Illuminazione, i soggetti privati che si propongono per la gestione e l’efficientamento energetico, sono le ESCo (Energy Service Company): società che effettuano interventi di efficienza energetica assumendo su di sé ogni rischio d’impresa e liberando il beneficiario da ogni onere organizzativo e di investimento.

Solo così facendo, l’amministrazione sarà in grado realizzare il relamping della pubblica illuminazione certi di ottenere la massime garanzie di risparmio, senza rischi e senza oneri.

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