Quanti Project Financing (o Progetti di Finanza) per l’efficientamento della Pubblica Illuminazione sono arrivati sulla tua scrivania? Quanti di questi contengono proposte simili? Come fare per riconoscere il più vantaggioso per il Comune?

La Pubblica Illuminazione del tuo Comune deve essere efficientata con la tecnologia LED, per questo molte società si sono proposte, tramite i propri Progetti di Finanza (Project Financing), per la realizzazione e il finanziamento dell’intervento.

L’amministrazione ha il compito di valutare i Project Financing e comparare tutti gli aspetti: risparmi energetici, quindi economici, il tipo di manutenzione, la diminuzione di impatto ambientale ecc.

Peccato che spesso, i Comuni si trovano a confrontare proposte con parametri totalmente diversi… è capitato anche a te? Posso immaginare la difficoltà…

Devi sapere però, che il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, ha stilato delle linee guide per uniformare questi criteri e semplificare quindi la scelta, questi prendono il nome di CAM (Criteri Ambientali Minimi).

Quanto potrebbe essere interessante per te conoscere queste informazioni? Scoprilo continuando la lettura di questo articolo, insieme faremo il punto su cosa prevede un Project Financing per la Pubblica Illuminazione, cosa sono I CAM e quali altri parametri è importante conoscere per scegliere il progetto più vantaggioso per il proprio Comune.

Il Project Financing per la Pubblica Illuminazione

Il Project Financing “(in italiano: progetto di finanza) è un’operazione di tecnica di finanziamento a lungo termine di un progetto in cui il ristoro del finanziamento stesso è garantito dai flussi di cassa previsti dalla attività di gestione dell’opera stessa” (fonte Wikipedia).

Si diffonde prevalentemente con la finalità di coinvolgere i soggetti privati nel finanziamento e nella realizzazione (comprensiva di progettazione e manutenzione) di opere pubbliche, con il vantaggio per i privati, di guadagnare dal risparmio generato grazie all’efficientamento.

Per quanto concerne la Pubblica Illuminazione, i soggetti privati che si propongono per la gestione e l’efficientamento energetico, sono le ESCo (Energy Service Company): società che effettuano interventi di efficienza energetica assumendo su di sé ogni rischio d’impresa e liberando il beneficiario da ogni onere organizzativo e di investimento.

Per l’affidamento in concessione (tramite finanza di progetto) del servizio di gestione degli impianti di illuminazione pubblica e del servizio energetico, compresa l’adeguamento alle norme e la riqualificazione degli impianti, le ESCo devono presentare Project Financing in grado di assicurare:

  • L’efficientamento energetico per ottenere strumenti più efficienti e una riduzione dei consumi, quindi di spesa, controllati e monitorati;
  • Ottimizzazione della gestione energetica della rete di illuminazione;
  • Manutenzione ordinaria e straordinaria;
  • Sostituzione delle vecchie lampade con tecnologia LED;
  • Messa in sicurezza degli impianti;
  • Abbattimento inquinamento luminoso in coerenza alle politiche energetiche europee.

Per farlo le ESCo, possono presentare Piani Economici Finanziari totalmente diversi per canone, anni durata contratto, IVA, aliquote ecc. Come è possibile dunque valutare la proposta più conveniente?

Attraverso lo strumento in grado di dettare le linee guide di valutazione delle proposte: la norma.

Cosa sono i CAM, Criteri Ambientali Minimi

Il 28 marzo 2018 è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, il Decreto Ministeriale che disciplina i Criteri Ambientali Minimi (CAM) per i servizi di illuminazione pubblica e applicazione di questi si è resa obbligatoria con l’approvazione del nuovo Codice Appalti (Decreto Legislativo 18 aprile 2016, n. 50).

“Il decreto costituisce parte integrante del Piano d’Azione per la sostenibilità ambientale dei consumi della pubblica amministrazione, definendo i criteri ambientali minimi che,aisensi delD.Lgs.50/2016, le Amministrazioni Pubbliche devono utilizzare nell’ambito delle procedure per l’affidamento del servizio di illuminazione pubblica (IP)” fonte www.minambiente.it.

Lo scopo in particolare, con il quale sono stati definiti, è quello di fornire alle Pubbliche Amministrazioni che si trovano ad operare in contesti molto diversi, uno strumento per valutare le varie proposte, secondo determinati criteri.

Ovvero l’offerente è tenuto a dimostrare che per tutta la durata del contratto, gli indici economici finanziari risultino coerenti con le assunzioni di economicità stabilite dall’Amministrazione e che gli interventi sull’impianto debbano garantire:

  • Il contenimento dei consumi energetici;
  • La riduzione dell’inquinamento luminoso così come definito dai CAM IP (DM 27/9/2017);
  • La riduzione degli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria;
  • Il corretto dimensionamento degli impianti e delle prestazioni illuminotecniche, evitando inutili sovradimensionamenti;
  • Il contenimento dell’utilizzo di energia da fonti fossili.

Le Amministrazioni devono tener conto di questi e di tutte le linee guide del CAM nella stesura dei documenti di gara e quindi nella valutazione delle stessa.

Solo rispettando questi criteri si potrà ottenere l’illuminazione pubblica di qualità con il minore impatto sui cittadini, attraverso l’impiego della tecnologia LED e non meno importante, l’affidamento dei servizi secondo l’offerta veramente più vantaggiosa per l’Amministrazione.

Altri parametri da valutare

Grazie alla norma dunque, le Amministrazioni hanno delle specifiche indicazioni per valutare in che modo i project soddisfano i requisiti di efficienza energetica che vanno ricercando.

Ma se il Comune disponesse di Progetti di Finanza più o meno simili, tanto da non risultare evidenti i vantaggi di un project rispetto all’altro, cosa può fare l’Amministrazione? Può valutare altri aspetti che in pochi considerano:

  • Tipo e livello di gestione, integrata o parziale e il livello;
  • Durata del contratto;
  • Importo del canone annuo;
  • Tipo ed entità degli investimenti;
  • Oneri di manutenzione, ordinaria o straordinaria, post contratto;
  • Aliquote IVA (22% o 10%);
  • Inflazione dell’energia elettrica (potrebbe interessarti approfondire Inflazione, quanto ti incide sui costi energetici);
  • Tipo LED: efficienza luminosa in Lm/W, affidabilità, durata in ore e tasso di guasto;
  • Ripartizione dei risparmi e degli incentivi Certificati Bianchi (Titoli di Efficienza Energetica, TEE);
  • Garanzie dei risultati durante e post contratto.

Inoltre, per quanto concerne la tipologia degli apparecchi LED in relazione agli anni di contratto, occorre sapere che:

  • L’intero ciclo vita dell’impianto può arrivare a 30 anni e potrà essere quindi, maggiore degli anni di contratto. In questo caso “dovrà dimostrarsi che negli anni successivi al termine di gestione non ci sono aggravi di costi dovuti ad attività prevedibili ed imprevedibili di manutenzione o riqualificazione degli impianti non attuate durante la gestione da parte dell’eventuale offerente“ (scheda 9 CAM). Quindi nel caso di contratto es. 13 anni con apparecchi LED di vita 15 anni, occorrerà computare nel Piano Economico Finanziario (PEF) il costo della sostituzione degli apparecchi dopo 2 anni;
  • Esistono apparecchi LED con 30 anni di vita, quelli utilizzati ad es. da RiESCo, con >120.000 ore quindi con più di 30 anni di vita;

Altri dati utili per i calcoli del PEF (Piano Economico Finanziario):

  • Ogni 5.347 kWh pari a 1 TEP (Tonnellata Equivalente di Petrolio) circa 2.400 Kg CO2 efficientati, vengono certificati dal GSE S.p.A. con l’assegnazione dei TEE, Titoli di Efficienza Energetica (o Certificati Bianchi), veri e propri titoli negoziabili;
  • Energia costo unitario IVA esclusa €/kWh 0.210;
  • Aliquota IVA ordinaria su manutenzione ed energia 22%;
  • Aliquota IVA ridotta per conformità norme e riqualificazione energetica 10%;
  • Inflazione sull’energia elettrica 3%;
  • Inflazione ISTAT si manutenzione ed investimenti 3%.

Adesso che hai qualche strumento in più per valutare concretamente i project financing per la Pubblica Illuminazione del tuo Comune, cosa farai? Continuerai sulla via degli sprechi o intraprenderai una nuova strada all’insegna dell’innovazione e del risparmio?

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