Informazioni e curiosità sugli Impianti Fotovoltaici

Negli ultimi anni avrai sentito parlare spesso del Fotovoltaico, degli impianti sempre più innovativi e dei vari incentivi a sostegno della tecnologia, adesso vuoi saperne di più? Questo articolo fa al caso tuo!

A tutti sarà capitato di sentire o leggere del boom dell’impianti Fotovoltaici che negli ultimi anni ha interessato molti paesi europei, soprattutto perché l’Italia, rappresenta uno dei Paesi che maggiormente ha vissuto e sta vivendo, questa rapida espansione. I benefici di questa tecnologia rinnovabile che genera energia elettrica avvalendosi di una fonte gratuita ed inesauribile, ovvero il sole, sono conclamati e anche grazie a questi si può parlare oggi di eccellenza energetica. In molti hanno già adottato questa soluzione che permette di produrre energia elettrica risparmiando e senza inquinare l’ambiente.

Scommetto che il prossimo vorresti essere proprio tu, ma comprensibilmente, ti preoccupano alcuni fattori…perché diciamolo, affidarsi ai metodi tradizionali è certamente più facile, ma così facendo è impossibile raggiungere l’eccellenza energetica. Molti aspetti restano poco chiari, uno di questi? L’affidabilità dell’impianto in tutte le condizioni climatiche. Come abbiamo approfondito in quest’articolo si tratta di un falso problema, se pur con una resa minore svolgono comunque la loro funzione.

Dunque con questo articolo, proverò a fare luce su tutti gli aspetti del Fotovoltaico, soprattutto su quelli che erroneamente vengono fatti passare per “semplici” e che richiedono invece qualche attenzione in più…altrimenti non si parlerebbe di eccellenza!

Dunque, visto che molti stanno già godendo dei benefici di un impianto Fotovoltaico, e il prossimo potresti essere tu, mettiti comodo perché in questo articolo andrò a spiegarti come funziona un Impianto Fotovoltaico ed insieme capiremo se questa tecnologia può fare al caso tuo.

Come funziona un Impianto Fotovoltaico?

Secondo la definizione tecnica, l’impianto fotovoltaico è un impianto elettrico costituito da più moduli fotovoltaici che sfruttano l’energia solare incidente per produrre energia elettrica mediante la necessaria componente elettrica (cavi) ed elettronica (inverter) ed eventualmente di sistemi meccanici-automatici ad inseguimento solare. In pratica, sono tutti quei moduli blu che vediamo sui tetti delle case, o a terra quando i prati verdi fanno spazio ad ettari ed ettari di pannelli, insomma là dove solitamente i raggi del sole sprigionano tutta la loro potenza.

Si dividono in due categorie:

  • Impianti ad isola, che sfruttano l’energia solare per trasformarla in elettrica direttamente sul posto e sono totalmente indipendenti dalla rete;
  • Impianti connessi in rete, che sfruttano l’energia solare per trasformarla in elettrica quanto basta per l’autoconsumo e quando non viene utilizzata viene immessa nella rete elettrica nazionale.

La scelta di un impianto ad isola è quella meno diffusa, ricade solitamente, quando si rende necessario disporre di energia elettrica in zone non accessibili alla rete di allacciamento nazionale; si deve disporre inoltre di un’idonea -per metratura e per esposizione- superficie su cui realizzare l’impianto e dimensionare un gruppo di accumulo opportuno.

Gli impianti connessi in rete invece, sono quelli più comuni perché interessano tutti quei casi già serviti dalla rete elettrica nazionale con la quale possono avviare uno scambio bilaterale (le cui quantità possono essere verificate tramite appositi contatori): in caso di eccedenza di energia elettrica prodotta dall’impianto fotovoltaico possono cederla alla rete, viceversa se non viene prodotta a sufficienza, il proprietario dell’impianto può avvalersi della rete elettrica nazionale.

Usi del Fotovoltaico

Inizialmente il fotovoltaico, visti gli elevati costi d’installazione, era destinato a quelle utenze lontane dalla rete nazionale e che, tutto sommato, trovavano più convenienza ad investire proprio in questa nuova tecnologia rispetto alla fornitura tradizionale. Verso la metà degli anni ’90, complice il meccanismo di incentivazione che è stato introdotto, sono apparsi i primi impianti fotovoltaici connessi in rete e siamo arrivati pian piano ad ottenere la grande (e sempre crescente) diffusione che oggi conosciamo.

Ma chi decide di investire in questo tipo di impianto? Per quale uso? I motivi –in termici economici, senza mai dimenticarci dei benefici ambientali- essenzialmente possono essere di due nature: per coprire parzialmente / totalmente i consumi dell’utenza o per produrre energia elettrica da cedere totalmente alla rete.

In ogni caso è un’ottima scelta, sia sul piano etico che su quello economico, a partire proprio dall’uso domestico.

Oltre a rappresentare una scelta responsabile nei confronti dell’ambiente, aumenta il valore dell’immobile, il risparmio è garantito perché concretamente si eliminano tutti quei costi che non sono legati al consumo, richiede una manutenzione minima e soprattutto si eliminano gli sprechi: si produce solo per quanto si consumerà, senza dover quasi accingere alla rete elettrica nazionale.

Se nel “piccolo” i vantaggi sono evidenti, lo sono ancora di più nel caso di un impianto fotovoltaico per una medio-grande azienda.

Come abbiamo già trattato nel dettaglio in questo articolo, le aziende commerciali o industriali, illuminate tutto il giorno, hanno un costo di illuminazione che incide sul fatturato per il 1,0÷2,0% e sono cifre sempre crescenti a causa delle speculazioni inflazionistiche. Ad aggravare la situazione si aggiungono lo stato degli impianti non al passo con i tempi, che si trascinano dietro ingenti costi di manutenzione e che portano via una bella fetta del tuo risparmio. Combinando insieme due tipi di tecnologie –e in questo noi di RiESCO siamo gli specialisti- quella LED per efficientare l’illuminazione e quindi abbattere gli sprechi e quella del Fotovoltaico per autoprodursi la sola energia necessaria, un’azienda può arrivare a risparmiare fino al 90% dei costi energetici!

Resta poi un terzo uso: lo scambio sul posto, ovvero il meccanismo regolamentato dal GSE (Gestore dei servizi Elettrici) che valorizza in termini economici, l’energia elettrica che viene prodotta ed immessa in rete. N.B: lo scambio avviene sulla base del valore economico dell’energia immessa e non soltanto dalla lettura dei contatori.

Quanto durano e cosa accade al loro fine vita?

pannelli_fotovoltaico_fine_vita

Come abbiamo già approfondito in questo articolo, i pannelli solari non richiedono importanti interventi di manutenzione (se non metodica pulizia della superficie captante) hanno una durata media di 25 / 30 anni e il loro smaltimento non è affatto un problema come molti pensano: da un modulo standard da 21 kg è possibile ricavare: 15 kg di vetro, 2,8 kg di plastica, 2 kg di alluminio, 1 kg di polvere di silicio e 0,14 kg di rame. Gli standard di smaltimento di questi, rientrano nella direttiva europea dei RAEE (rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche) ed ecco come avviene:

  1. Separazione delle parti: l’alluminio dalla cornice, il vetro dalla parte superiore del modulo, il silicio e i metalli, il rame dei collegamenti elettrici e l’argento dalle celle.
  2. Demolizione del modulo e analisi tramite laser del materiale ricavato.
  3. Raffinazione e micro riciclaggio dei fiocchi di silicio.

Si riesce a recuperare in peso l’85% di un modulo e sono tutti materiali che se correttamente separati possono essere riutilizzati.

Gli incentivi per il fotovoltaico in Italia

La prima forma di incentivazione in Italia si è vista nel 1999, con un Decreto che introduceva l’obbligo di immettere ogni anno in rete una percentuale di energia rinnovabile pari al 2% così da rispettare gli impegni imposti proprio in quegli anni dal protocollo di Kyoto. Questo obbligo poteva essere soddisfatto anche tramite l’acquisto di Certificati Verdi, che riguardavano gli impianti eolici, geotermici e i mini-idro, escludendo totalmente gli impianti fotovoltaici.

Per questo nel 2015 si è reso necessario promuovere il primo di una serie di Conto Energia, con il quale si riconosceva una tariffa per ogni kWh prodotto, che variava a seconda delle caratteristiche dell’impianto. Ad oggi quindi, chi decide di installare un impianto fotovoltaico, non ricevono soltanto gli incentivi del Conto Energia ma possono godere anche delle detrazioni fiscali.

Negli ultimi anni non si sono registrate novità rilevanti su questo fronte, ma proprio in questi giorni con la bozza del Decreto sulle Rinnovabili di cui abbiamo già parlato in questo articolo, sembrano intravedersi segnali a dir poco rassicuranti. Non ci resta che attendere e sperare per il meglio.

Cosa fare oggi per installare un impianto Fotovoltaico

Se vuoi installare un impianto Fotovoltaico e non vuoi farlo da solo, districandoti tra consulenti, burocrazia per ottenere gli incentivi statali, analisi tecnica di fattibilità, professionisti e quant’altro ti mostro un’alternativa che in pochi conoscono: affidarsi ad ESCO.

Le Energy Service Company, come RiESCo, nascono per offrire servizi integrati utili per ottenere l’efficientamento energetico, non limitandosi alla sostituzione dei singoli dispositivi superati, ma garantendo i risultati ed assumendosi tutti i rischi, oltre che l’onere dell’investimento.

Garantiamo:

  • Tutti i servizi necessari per attuare un progetto di risparmio energetico, dalla diagnosi energetica (fondamentale per comprendere attraverso precisi criteri economici come migliorare il consumo energetico di un’attività) fino alle attività di monitoraggio;
  • Garanzia di finanziamento del progetto;
  • Misure atte a soddisfare le esigenze specifiche di ogni singolo impianto;

Garanzia del risparmio, tale da permettere al beneficiario di ricoprire i costi del progetto con i risparmi generati.

In particolare RiESCo si avvale degli standard del Progetto Transparense e non solo…con il nostro atipico contratto di rendimento energetico (EPC), siamo noi a finanziare tutti gli interventi di efficientamento e guadagniamo solo sul risparmio che generiamo per il beneficiario. Vuoi saperne di più? Leggi qui