La diagnosi energetica nelle piccole e medie imprese (PMI) è il primo passo per ottenere strumenti efficienti e a basso consumo energetico. Cosa occorre per passare dalla teoria alla pratica? Chi redige la diagnosi energetica? Quanto costa?

Stai pensando a un piano investimenti per rendere la tua azienda più competitiva e stai valutando di includere al suo interno la diagnosi energetica, così da intervenire su una delle voci di spesa più onerose per la tua attività, quella dell’energetica.

L’audit energetico (o diagnosi energetica) ti fornirà la fotografia fedele, dei consumi energetici della tua attività e ti aiuterà ad individuare e quantificare le opportunità di risparmio energetico in maniera inequivocabile, nel rapporto costi-benefici in riferimento alle prestazioni.

Potrai eliminare gli sprechi energetici che rosicchiano il tuo fatturato e una gran quantità di emissioni di gas inquinanti nell’ambiente.

Visti questi benefici, si è reso obbligatorio, per alcune tipologie d’impresa che hanno un importante fabbisogno energetico, l’esecuzione dell’audit energetico. A maggior ragione ti interessa saperne di più?

Continua la lettura di questo articolo, scoprirai come funziona la diagnosi energetica per le piccole medie imprese (PMI), a chi rivolgersi e quali sono le aziende soggette all’obbligo. Mettiti comodo e buona lettura!

Diagnosi energetica, che cos’è?

La diagnosi energetica o audit energetico è la ”procedura sistematica finalizzata ad ottenere un’adeguata conoscenza del profilo di consumo energetico di un edificio o gruppo di edifici, di una attività o impianto industriale o commerciale o di servizi pubblici o privati, a individuare e quantificare le opportunità di risparmio energetico sotto il profilo costi ‐ benefici e a riferire in merito ai ” (Dlgs 141/2016, di integrazione del Dlgs 102/2014, all’art .2 lettera b‐bis).

Serve ad analizzare tutti i processi che incidono sui costi energetici ed è il primo passo comprendere quanto il progetto di efficienza energetica sia fattibile dal punto di vista tecnico ed economico.

Nello specifico, le finalità dell’audit energetico sono: definire il bilancio energetico dell’edificio, individuare gli interventi di riqualificazione tecnologica, valutare per ciascun intervento le opportunità tecniche ed economiche, migliorare le condizioni di comfort e di sicurezza e ridurre le spese di gestione.

Può essere eseguita per qualsiasi struttura, grande o piccola, pubblica o privata. Chiunque voglia adoperare un uso accorto dei propri strumenti energivori.

Ed è composta dai seguenti documenti:

  • Indicazioni sulla modalità di raccolta dei dati;
  • Analisi completa del sito descrivendo il processo produttivo, l’organizzazione delle attività lavorative e le modalità di rilevamento dei consumi dei vari vettori energetici per definire i centri di costo tipici della struttura in esame;
  • Descrizione energetica dei sistemi esistenti (tipologia di utenze, modalità di funzionamento, consumi energetici annui);
  • Realizzazione del Modello Energetico per ciascun vettore;
  • Analisi dei consumi energetici (fabbisogno specifico dei vari vettori energetici);
  • Analisi dei fattori di ottimizzazione;
  • Definizione dei KPI (Key Performance Indicator) o Benchmark;
  • Calcolo degli indici di prestazione energetica e confronto con i KPI;
  • Opportunità di Miglioramento;
  • Conclusioni con ranking delle opportunità di miglioramento dell’efficienza energetica.

Diagnosi energetica, vantaggi per le PMI

La lunga serie di informazioni che devono essere presenti all’interno della diagnosi energetica, ci aiuta a comprendere la profondità dell’analisi e quali competenze specialistiche occorrono per redigerla.

Uno studio in grado di assicurare a chi gestisce una piccola media impresa, piena consapevolezza di quali sono le aree aziendali caratterizzate da strumenti energivori con basse prestazioni e alti costi, così da poter individuare l’intervento di efficienza energetica utile per trasformare gli sprechi in risparmio.

La diagnosi energetica guida l’imprenditore accorto verso interventi mirati per massimizzare le proprie prestazione energetiche, evitando così soluzioni generiche con risultati insoddisfacenti.

Massimizzare le prestazioni poi non significa “soltanto” migliore la produttività ma anche ottenere il massimo in termini di risparmio energetico e quindi economico.

Ottenere risultati di questo significa contestualmente intervenire positivamente sul fatturato ed accrescere la propria competitività.

Diagnosi energetica, quali sono le imprese soggette all’obbligo?

I soggetti obbligati ad eseguire la diagnosi energetica sono definiti all’interno dell’articolo 8 del Decreto Legislativo 4 luglio 2014, n° 102 e sono:

  1. Le grandi imprese, ovvero quelle che hanno più di 250 dipendenti e fatturato annuo superiori ai 50 milioni e bilancio annuo maggiore di 43 milioni ripetuto per due esercizi consecutivi;
  2. Le imprese energivore che consumano in 1 anno, 2,4 GWh di energia elettrica o di altre anergie, le cui spese energetiche siano maggiori del 3% del fatturato.

Diagnosi energetica, chi la redige e a fronte di quale costo

La diagnosi energetica può essere eseguita da una Energy Service Company (ESCo), certificata secondo UNI CEI 11352 oppure da un Esperto in Gestione dell’Energia (EGE) certificato in conformità con la UNI CEI 11339.

Il costo dell’audit energetico varia a seconda della dimensione e della complessità del sito produttivo da analizzare.

Poiché come abbiamo visto nelle righe precedenti, la diagnosi energetica, rappresenta una vera e propria opportunità per tutte quelle imprese che vogliono migliorare l’uso e le prestazioni dei propri strumenti energivori, il Decreto dell’8 novembre 2017 ha introdotto il cofinanziamento dalle Regioni per incentivare le PMI a redigere l’audit energetico.

Per conoscere l’entità delle risorse allocate per singola Regione, puoi consultare qui il testo del decreto (fonte mise).

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