Il nuovo Decreto sulle Energie Rinnovabili, modifiche e nuove norme

La Bozza del Decreto sulle Rinnovabili Elettriche porta -variazioni permettendo- una bella ventata di aria fresca soprattutto sul fronte Fotovoltaico, dove da tempo erano attese buone nuove. Me vediamo insieme di cosa si tratta…

Scommetto che non sei estraneo alle incredibili opportunità che le tecnologie rinnovabili possono offrire e che più volte avrai valutato di adottarne una, ma mai una volta che l’incentivo di turno facesse proprio al caso tuo, giusto? Beh forse per te, questa è la volta buona!

Venerdì 9 marzo 2018 abbiamo appreso dalla redazione di QualEnergia.it, l’uscita del Decreto sulle Rinnovabili (in fase di bozza) per il periodo 2018-2020.

Le novità sono tante, ma le migliori riguardano senza dubbio gli impianti fotovoltaici (di cui abbiamo già parlato qui). Se il tuo progetto riguardava proprio questo tipo d’impianto sappi che adesso è ancora più conveniente, sia per coloro che scelgono l’autoconsumo sia per chi decide di cedere l’energia. Ma vediamo insieme nel dettaglio!

Piccola premessa: trattandosi di una bozza e vista la particolare situazione politica che stiamo vivendo, occorre attendere la conclusione di tutto l’iter burocratico prima di poterla definire “definitiva”. Il 9 marzo in contemporanea, è stato inviato alla Commissione Europea per il via libera definitivo e si aspetta inoltre l’approvazione da parte dell’Autorità per l’Energia, Arera e della Conferenza Unificata delle Regioni.

Obiettivo del decreto

L’obiettivo del decreto è, come si legge all’interno del documento è quello di “sostenere per il periodo 2018-2020, la produzione di energia elettrica dagli impianti alimentati a fonti rinnovabili […], attraverso la definizione di incentivi e modalità di accesso che promuovono l’efficacia, l’efficienza e la sostenibilità degli oneri di incentivazione, in misura adeguata al perseguimento degli obiettivi nazionali e con la modalità conformi alle Linee guida in materia di aiuti di Stato per l’energia e l’ambiente di cui alla Comunicazione della Commissione europea (2014/C 200/1)”.

Un altro ambizioso obiettivo del decreto è la razionalizzazione degli interventi: gli impianti non potranno essere realizzati in zone già ricche di FER (Fonti Energetiche Rinnovabili) connesse in rete e proprio per questo motivo, gli operatori dell’infrastruttura elettrica dovranno comunicare al GSE (Gestore Servizi Energetici) le zone interessate e la capacità produttiva massima che può essere raggiunta.

Chi può accedere agli incentivi

Secondo l’Art. 3 comma 1, “accedono ai meccanismi di incentivazione, previa partecipazione a procedure pubbliche per la selezione dei progetti da iscriversi in appositi registri nei limiti di specifici contingenti di potenza, gli impianti a fonti rinnovabili […] rientranti nelle seguenti categorie:

  1. Impianti di nuova costruzione, integralmente ricostruiti e riattivati, di potenza inferiore a 1MW;
  2. Impianti oggetto di un nuovo intervento di potenziamento, qualora la differenza tra il valore della potenza dopo l’intervento e quello della potenza prima dell’intervento sia inferiore a 1 MW;
  3. Impianti oggetto di rifacimento di potenza inferiore a 1MW.”

Mentre, per tutti gli impianti di potenza superiore ai valori massimi indicati, “accedono al meccanismo di incentivazione di cui al presente decreto a seguito di partecipazione a procedure competitive di aste al ribasso per la definizione del livello di incentivazioni, nei limiti di contingenti di potenza”.

Inoltre si legge che “l’erogazione degli incentivi è sospesa nelle ore in cui si registrano prezzi zonali orari pari a zero, per un periodo superiore a 6 ore consecutive. Il periodo di diritto ai meccanismi incentivativi è conseguentemente calcolato al netto delle ore totali in cui si è registrata tale sospensione. La stessa disposizione si riferisce al caso in cui si registrano prezzi negativi, quando saranno introdotti nel regolamento del mercato elettrico italiano”.

Il decreto stabilisce l’introduzione di sette bandi a partire dal 30 novembre 2018, stabilendo la procedura d’asta e registro, per ottenere gare tecnologicamente neutre. Si suddividono in tre classi:

  • Impianti Eolici e Fotovoltaici;
  • Impianti idroelettrici, impianti geotermoelettrici, impianti di gas residuati dei processi di depurazione ed impianti alimentati da gas di discarica (realizzati su discariche esaurite);
  • Impianti oggetto di rifacimento totale o parziale.

Incentivi per il Fotovoltaico

Quindi approfondiamo il settore che più sta a cuore a noi di RiESCo: il fotovoltaico! Qui troviamo ottime novità per quanto concerne gli impianti medio-grandi, finalmente valorizzati!

Piccola premessa, per partecipare al bando occorre che gli impianti fotovoltaici siano di nuova costruzione e che rispettino “le disposizioni di cui l’articolo 65 del decreto legge 24 gennaio 2012 n.1, convertito con legge 24 marzo 2012, n.27, circa il divieto di accesso agli inventivi statali per impianti ubicati in aeree agricole”.

Il provvedimento, come accennato sopra, prevede la remunerazione dell’energia immessa in rete da impianti fotovoltaici al di sopra dei 20 kW da parte del GSE con una tariffa di 110 €/MWh per impianti da 20 a 100 kW, e di 90 €/MWh, per impianti da 100 kW a 1 MW.

Si tratta un incentivo succoso perché, tenendo conto che oggi, produrre energia tramite con un impianto Fotovoltaico medio (il cui costo in genere è di 1000€ al kW) nella durata di 20 anni, in base ha un costo di 7 cent x kW, grazie a questo decreto il GSE stanzia –per gli impianti dai 20 ai 100 kW-11 cent x kW…un aiuto non da poco!

Perché rivolgersi ad una ESCO

Quante volte ti è capitato di valutare delle opportunità di risparmio, magari anche molto vantaggiose, per poi rinunciare a causa degli elevati investimenti iniziali troppo onerosi e ad una burocrazia da capogiro?

Ti capisco perché districarsi in questa materia non è così semplice e se decidi di affidarti a più professionisti, tanti quante sono le diverse pratiche da presentare, il tutto si complica ancor di più. A fronte di quale garanzia poi? Nessuna.

Ecco perché nascono le Energy Service Company, come RiESCo, per offrire servizi integrati utili per ottenere l’efficientamento energetico, non limitandosi alla sostituzione dei singoli dispositivi superati, ma garantendo i risultati ed assumendosi tutti i rischi, oltre che l’onere dell’investimento.

Garantiamo:

  • Tutti i servizi necessari per attuare un progetto di risparmio energetico, dalla diagnosi energetica (fondamentale per comprendere attraverso precisi criteri economici come migliorare il consumo energetico di un’attività) fino alle attività di monitoraggio;
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In particolare RiESCo si avvale degli standard del Progetto Transparense e non solo… con il nostro atipico contratto di rendimento energetico (EPC), siamo noi a finanziare tutti gli interventi di efficientamento e guadagniamo solo sul risparmio che generiamo per il beneficiario. Vuoi saperne di più? Leggi qui