Contratto di Rendimento Energetico ed EBIT

Il risparmio con i LED? Con il Contratto di Rendimento Energetico prima l’UTILE (EBIT) poi l’ammortamento (Payback)



Come invertire il periodo di utile/EBIT con l’ammortamento- payback dei led

L’Utile (o EBIT = Earning Before Interest and Taxes) croce e delizia di amministratori e consigli di amministrazione.

Se sei un imprenditore, anche tu sai che per avere più utili, prima investi capitali di rischio e, se va bene, dopo gli anni di ammortamento (Payback) e dei rischi di intrapresa, godrai l’utile/EBIT.

Sai anche che per avere più utile/EBIT o aumentano i ricavi o diminuiscono i costi o si combinano entrambi, e spesso è impossibile investire questo processo, in più avendo risultati certi, senza tuoi rischi ed investimenti.

Bene, ora vedrai almeno un caso in cui è possibile invertire il periodo di ammortamento con quello dell’utile!

Starai pensando, ad essere educati «Prima l’EBIT poi il Payback? impossibile, mi vuoi prendere in giro!»

Anch’io ho pensato sempre che la strada dell’utile iniziasse con l’ammortamento, ma oggi so che nel risparmio energetico, e ancor meglio nell’illuminazione a LED, grazie all’evoluzione dell’Energy Performance Contract (EPC 2.0) o contratto di rendimento energetico (leggi qui cosa è l’EPC), è possibile!

Nel caso specifico, si parla prima di EBIT poi di Payback dell’investimento, quindi l’utile prima dell’ammortamento è realtà.

Di quali cifre si parla? Si parla di circa il 70% dei costi annui di illuminazione, perché questo è il risparmio medio che è conveniente ottenere con LED ottimali e performanti.

Se i tuoi costi di illuminazione incidono per circa l’1,5% del fatturato, quindi, il tuo maggior EBIT, sarà oltre l’1,0% del fatturato. Ogni €10-15 milioni di fatturato, circa 100.000,00 euro saranno trasformati da costi a utile/EBIT subito, senza costi e investimenti.

Contratto di Rendimento Energetico standard

Contratto di Rendimento Energetico 2.0 di RiESCo – Prima l’utile/EBIT e poi il payback

Se i tuoi costi di illuminazione incidono per circa l’1,5% del fatturato, quindi, il tuo maggior EBIT, sarà oltre l’1,0% del fatturato. Ogni €10-15 milioni di fatturato, circa 100.000,00 euro saranno trasformati da costi a utile/EBIT subito, senza costi e investimenti.

Come e perché è possibile questa opportunità di bilancio, te lo illustro in questo articolo e, se sei l’amministratore e alla tua società fa comodo avere da subito più utile/EBIT, allora questo articolo lo devi leggere attentamente, ti riserverà una bella sorpresa.


L’Utile o EBIT rappresenta la capacità degli Amministratori di gestire la Società

Ogni volta che ricopro il ruolo di amministratore di società, l’utile/EBIT è sempre il primo obiettivo, perché si ripercuoterà a cascata su molteplici altri scopi societari e miei, quali:

  1. la salute finanziaria della società;
  2. la capacità di ripagare i finanziamenti per chiederne di nuovi;
  3. la capacità di reddito per distribuire i dividendi e remunerare il capitale dei soci;
  4. la crescita della capitalizzazione societaria;
  5. i compensi, i premi e le Stock Option per noi amministratori.

Per questo ogni anno ad aprile e a maggio, le riunioni tra amministratori della società e l’ufficio amministrativo sono molte e frequenti; c’è l’analisi e la preparazione del bilancio con tutte le sue componenti positive e negative:

  1. il conto economico, con i ricavi e i costi;
  2. gli interessi, le tasse etc.;
  3. le rimanenze, gli ammortamenti e le svalutazioni;
  4. lo stato patrimoniale, con l’attivo e il passivo;
  5. il MOL o EBITDA e l’utile o EBIT.

A volte è solo alla fine dell’anno che guardi quei costi e quegli ammortamenti già maturati e per consueta abitudine sono, più o meno, gli stessi degli anni precedenti, sono sempre stati così e, come altri anni si sommano ad altri: puoi cambiarne le vesti o infiocchettarli, forse, ma la sostanza di quei costi e ammortamenti è quella.

Quando l’utile/EBIT è diverso dall’obiettivo, però, nascono i problemi: dividendi, finanziamento, capitalizzazione, premi o stock option finanche il rinnovo della carica.

È a quel punto che ci ripromettiamo di mettere mano anche ai costi per servizi o prodotti che per consuetudine sono sempre stati necessari e costanti, come i costi per l’illuminazione, e oggi con le nuove tecnologie è possibile tagliare tantissimo, il 60-70% e più, come già hanno fatto molti competitor.

Ma bisogna farlo molto prima di quando si chiuderà il bilancio, perché come qualsiasi sfida, la strategia prima va studiata, poi esercitata e alla fine, se va bene, vincerai la tua partita.

Perché “chiudere la stalla quando i buoi sono usciti” è inutile, perché “acqua passata non macina più” ecco due antichi proverbi; che c’entrano con l’utile o EBIT che dir si voglia? Perché anch’io ho pensato: “Si oggi nell’illuminazione, con i LED migliori e ottimali, possiamo risparmiare finanche il 70% e oltre, ma richiede investimenti di capitali da ammortizzare in 4, 5 o 6 anni, poi avrò i risultati”, come nel caso qui sotto

La società, però, ha bisogno di risultati quest’anno e non può distogliere capitali e risorse dal proprio core-business.

Proprio per questo ti illustro la soluzione di RiESCo, l’evoluzione EPC 2.0 con il risparmio prima e l’ammortamento poi.


Perché conosco questo problema

Tutto nasce dal fatto che RiESCo è una ESCo (Energy Service Company) che opera nel mercato dell’efficientamento energetico, in particolare nell’illuminazione con i LED.

Gli specialisti sanno che la tecnologia LED consente molteplici vantaggi rispetto alle lampade tradizionali (fluorescenti, a ioduri metallici o SAP, sodio alta pressione), quali:

  1. miglior livello di illuminazione e qualità della luce;
  2. risparmio energetico del 40%-70% fino al 90%;
  3. riduzione della manutenzione, maggior durata e relativi risparmi;

È ovvio che il miglior rapporto risparmio/investimento lo avremo con LED ottimali e massima efficienza luminosa ma conviene, comunque, sostituire le lampade tradizionali, comprese quelle recenti e non obsolete, anche solo con:

  1. la sostituzione “uno a uno” di tubi neon o lampadine CFL con “tubi LED” o “lampadine LED”;
  2. fari “LED” commerciali economici, con efficienza luminosa e durata inferiore.

Qualunque sia la tipologia o tecnologia LED, i parametri da confrontare per la convenienza, sono almeno:

  1. il costo di acquisto;
  2. l’efficienza luminosa e quindi il risparmio energetico;
  3. garanzia di durata, in ore di durata e decadimento efficienza luminosa;
  4. CRI o Cromatic Ratio Index;
  5. livello di abbagliamento della lampada LED;
  6. fotometria e curva di illuminamento;
  7. tipo driver e durata.

La varietà dei LED complica al cliente la scelta del “migliore”. Ogni caso ha il “suo LED migliore”, per questo RiESCo ha raccolto la sfida della direttiva europea con l’Energy Performance Contract (EPC) e del D.Lvo 102/2014 che traduce l’EPC in “Contratto di Rendimento Energetico”, con il quale la ESCo si assume la responsabilità totale dell’efficientamento energetico, fornendo tutto il necessario: audit energetico, progetto, fornitura, installazione, garanzie in opera, ricevendo in compenso solo parte del risparmio, promesso e controllato, e dopo che è maturato.

Il risparmio preciso viene verificato con sistema di monitoraggio ante e post LED, installato con l’impianto.

RiESCo è interessata a massimizzare il Risparmio, perché ne prende una parte insieme agli incentivi

Il risparmio energetico generato permetterà a RiESCo di prendere gli incentivi dei certificati bianchi o titoli di efficienza energetica, TEE che, insieme al risparmio generato, condivide con il beneficiario.

Più alto è il risparmio più saranno alti gli incentivi, oltre al canone, maggiori sono i compensi di RiESCo, nell’interesse comune con il beneficiario.

L’EPC garantisce al beneficiario (che non è più il semplice cliente, ma beneficia dell’EPC, senza rischi e senza investimenti) per 5-7 anni i risultati.

A titolo di compenso per tutto quanto, compreso le opere realizzate, RiESCo riceve solo dei canoni post-bollette, con misura dell’energia risparmiata e verifica delle bollette dell’energia elettrica.

Tali canoni, porzione del risparmio verificato, costituiscono i costi periodici per gli anni del contratto, per l’uso e acquisto dell’impianto LED.

A fine EPC, la proprietà dell’impianto passa al beneficiario, per cui dall’anno successivo avrà il risparmio lordo come risparmio netto, quindi utile/EBIT

A questo link alcuni esempi e Case History.

L’EPC è quindi il primo passo per il maggior utile/EBIT a costo zero, perché prevede il risparmio minimo garantito, con più illuminamento e senza investimenti del beneficiario. La corresponsione a RiESCo di una parte del risparmio, a titolo di canone di uso e pagamento dell’impianto, garantisce un risparmio netto al beneficiario che migliora un po’ l’utile/EBIT, ma riduce il risparmio lordo del 60-80%. Per 5-7 anni ripagherà i LED ma non sarà utile.

Già è un ottimo risultato, è a costo zero, ma non è quanto promesso all’inizio dell’articolo, perché maggior incremento dell’utile di bilancio avverrà solo dopo 5-7 anni, quando tutto il risparmio sarà utile/EBIT.

L’obiettivo è avere prima, durante il contratto EPC il risparmio lordo = utile/EBIT e al termine dell’EPC, l’ammortamento dell’impianto LED.


Soluzione che trasforma tutto lo spreco dell’illuminazione in Utile/EBIT senza costi

Al contratto EPC di RiESCo molte sono state le risposte positive dei clienti, trasformatesi in beneficiari.

Diversi amministratori, però, volevano di più: “Il progetto di RiESCo è molto interessante perché così non ci vende la progettazione, i LED, il rischio dei risultati promessi senza riscontro effettivo, la garanzia in opera ecc. Io, però, avrò questo ruolo per pochi anni, quindi non ne godo quasi per niente!” questo anche in quelle società che disponevano della liquidità per l’investimento totale.

Così facendo, rinviano l’efficientamento e perdono molte opportunità come il rischio di perdere i certificati bianchi, a causa di modifiche delle procedure che li riduce e ne complica il processo di monitoraggio dei consumi ante e post.

La soluzione è contabilizzare il risparmio lordo in due quote:

  1. quota risparmio per acquisto impianto LED (da accantonare)
  2. quota risparmio netto (maggior liquidità)
  3. totale risparmio, che dal 1° mese sarà contabilizzato come maggior utile/EBIT.

A fine contratto, la 1a quota di risparmio sarà utilizzata per l’acquisto dell’impianto LED da ammortizzare nei 6-7 anni successivi secondo il grafico del piano finanziario che segue:

A questo punto, si tratta di far coesistere i canoni da corrispondere a RiESCo con la 1a quota di risparmio.

Come è possibile? La soluzione è l’evoluzione dell’EPC, il suo 2.0!


Subito Utile/EBIT: lo strumento

Come abbiamo visto, con l’Energy Performance Contract, o Contratto di Rendimento Energetico le figure di cliente e venditore sono sostituite dal beneficiario e obbligato, in questa veste RiESCo è obbligata al risultato garantito a favore del beneficiario e si assume tutte le responsabilità dei risultati promessi.

La procedura dell’EPC prevede:

  1. auditing energetico con calcolo consumi attuali;
  2. progettazione e EPC con, definizione del risparmio lordo minimo garantito;
  3. installazione dei sistemi e contatori di monitoraggio dei consumi ante e post LED;
  4. fornitura e installazione dei LED Top Performance, compresa manutenzione in opera;
  5. misura e verifica dei risparmi effettivi;
  6. incentivi dei certificati bianchi;

ed anche il finanziamento dei costi è a carico di RiESCo.

L’unico aspetto da risolvere è trasformare i canoni da costi a 1a quota del risparmio, da accantonare in conto anticipo a favore del beneficiario, fino a fine contratto EPC. Nell’attivo patrimoniale, i canoni saranno contabilizzati, nelle attività, come anticipi, senza comparire nel rendiconto costi/ricavi.

Con il versamento dell’ultimo canone, la RiESCo emetterà la fattura di vendita dell’impianto LED, girando tutti gli acconti in conto anticipi, e l’ultimo canone come saldo.

Formalizzato l’acquisto a fine contratto, l’impianto diventerà di proprietà del beneficiario, che girerà tutti gli acconti a costi/investimento e dall’anno successivo, inizierà l’ammortamento dell’impianto in quote annue.

Con l’evoluzione EPC 2.0, per tutto il contratto e tutto il risparmio lordo diverrà utile netto/EBIT, quindi nella prima metà di vita dei LED, l’impianto produrrà utile/EBIT, mentre nella seconda metà di vita dei LED, produrrà un po’ di utile e il pagamento delle quote di ammortamento.

Vedi lo schema contabile del Contratto di Rendimento energetico Utile-EBIT

In questo modo, si ottiene l’obiettivo prefissato, cioè invertire il processo imprenditoriale dell’investimento:

  1. prima l’utile/EBIT, predeterminato e, poi, controllato e verificato, senza rischi, accumulando anche la quota risparmio necessaria per ripagare l’impianto LED;
  2. poi acquistare l’impianto, con parte del risparmio accantonato, procedendo con l’ammortamento, nella seconda metà di vita dei LED.

Come già stimato, si tratta di importanti cifre, ogni €10-15 milioni di fatturato, circa 100.000,00 euro saranno trasformati da costi a Utile/EBIT subito, senza costi e investimenti.

Questa illustrata è una soluzione che ti consente di migliorare l’utile/EBIT della tua azienda dell’1,0-1,5% del fatturato, soddisfacendo condizioni impensabili senza l’evoluzione dell’EPC 2.0., con queste caratteristiche:

  1. risparmio del 70% c.a, dei costi di illuminazione;
  2. risultati garantiti senza investimenti e quindi senza rischi, a carico del beneficiario;
  3. nessun onere di finanziamento e drenaggio di liquidità dall’attività primaria dell’azienda;
  4. trasformazione dello spreco energetico, altrimenti perso per sempre, in risparmio lordo e utile/EBIT.

Per verificare meglio il funzionamento del contratto di rendimento energetico o Energy Performance Contract o EPC, vai a questo link.

Per capire meglio cosa sono i certificati bianchi, a quanto ammontano e come fare per prenderli vai a questo link.

Per verificare le modalità operative della RiESCo, cioè della ESCo che garantisce l’EPC 2.0, vai a questo link.