L’efficienza energetica ha smesso di essere un tema sconosciuto ai più, sta mettendo radici nelle nostre coscienze e nelle nostre azioni, attraverso gli interventi di efficientamento.

Le piccole medie aziende sono le prime a riconoscere questo bisogno, per rispetto all’ambiente certamente, ma soprattutto per assicurarsi strumenti più performanti e che permettono al contempo di risparmiare notevolmente.

Tra i primissimi interventi che vengono svolti in questa ottica, troviamo la sostituzione della vecchia illuminazione con i nuovi sistemi LED. Chi non conosce questa tecnologia?! Ormai è diffusissima, nelle imprese ma anche nelle nostre case.

Anche tu hai fatto questo intervento per la tua attività? Ben fatto!

Immagino ti sia affidato a dei professionisti per il progetto illuminotecnico così da assicurarti la migliore illuminazione per le tue esigenze e il massimo risparmio energetico, quindi economico … ti hanno fatto ottenere i Certificati Bianchi (o Titoli di Efficienza Energetica, TEE)?

Come probabilmente saprai, la domanda non è affatto scontata. Ti sarà capitato di confrontati con dei competitor e scoprire che loro non hanno potuto ottenere i TEE, semplicemente perché non erano stati messi al corrente di questa opportunità.

Succede quando si ha a che fare con ottimi professionisti illuminotecnici ma non con specialisti dell’incentivi dedicati. A rimetterci è sempre l’imprenditore che perde questi importanti contributi economici, destinati ricordiamolo, a premiare l’effettiva riduzione dei consumi energetici.

Devi sapere che in questi giorni il GSE ha stilato il rapporto annuale “Certificati Bianchi 2018” e i numeri confermano quanti questi restino ignorati e poco sfruttati.

Vuoi scoprire i principali risultati del meccanismo dei Certificati Bianchi nell’anno appena trascorso e capirne l’andamento? Questo è l’articolo giusto, buona lettura!

I dati del rapporto annuale dei Certificati Bianchi (TEE) 2018

Rapporto annuale Certificati BianchiPrima di parlare di numeri, ricordiamo velocemente cosa sono questi famosi Certificati Bianchi: sono titoli, detti infatti anche Titoli di Efficienza Energetica, (TEE) utili ad attestare l’effettiva riduzione dei consumi energetici e che ricoprono un valore economico, capace di ripagare buona parte dell’investimento sostenuto per gli interventi di efficientamento.

Abbiamo anche detto che, nonostante la grandissima opportunità che rappresentano, i numeri non sono così positivi, ma guardiamo insieme in maniera chiara ed approfondita, i numeri del rapporto annuale dei Certificati Bianchi 2018.

Il dato più allarmante è questo: sono state presentate complessivamente 2.221 richieste, di cui 1.503 Richieste di Verifica e Certificazione a consuntivo (RVC-C) e 708 Richieste di Verifica e Certificazione analitica (RVC-A).

Questo si traduce in un decremento pari a circa il 61% rispetto al 2017, quando le richieste presentate erano state circa 5.695, tra PPPM, RVC-C, RVC-A e RVC-S.

“Nel corso dell’anno 2018, il GSE ha riconosciuto complessivamente 3.832.984 TEE, di cui 1.360.9332 TEE generati dalle emissioni trimestrali automatiche relative alle RVC standard. L’andamento dei titoli riconosciuti complessivamente nel 2018 registra un decremento di circa il 34% dei titoli riconosciuti, rispetto al 2017, in cui sono stati riconosciuti circa 5,8 milioni di titoli, pari a circa 1,31 Mtep di risparmi primari” (fonte rapporto annuale GSE).

Questi TEE sono stati riconosciuti nelle seguenti modalità:

  • 2,2 milioni per il settore industriale “circa il 58% si riferisce al settore IND-T, ovvero a interventi relativi alla generazione e recupero di calore per raffreddamento, essicazione, cottura, fusione; il 34% all’ottimizzazione energetica dei processi produttivi (…), il 7% si riferisce ad interventi relativi ai sistemi di azionamenti efficienti, automazione e rifasamento e l’1% si riferisce alla generazione di energia elettrica da recuperi o fonti rinnovabili o cogenerazione”;
  • 1,3 milioni per settore civile “per interventi di generazione caldo/freddo per la climatizzazione e per la produzione di acqua calda sanitaria ACS residenziale, terziario e agricolo, e gli interventi relativi all’involucro edilizio e finalizzati alla riduzione del fabbisogno di energia per la climatizzazione e che rappresentano rispettivamente il 57% e il 36% dei TEE riconosciuti nel settore civile nel 2018;
  • 180.175 TEE per il settore illuminazione, “di cui l’84% si riferisce ad interventi di progettazione e retrofit di impianti di illuminazione pubblica per complessivi 152.064 TEE riconosciuti.

Hai letto bene, l’incentivo per l’efficientamento dei sistemi di illuminazione (uno degli interventi più diffusi) rappresenta solamente il 4% dei TEE complessivamente riconosciuti. Di cui precisiamo le ripartizioni:

  • IPUB-RET (efficientamento illuminazione pubblica di impianti esistenti), TEE rilasciati 100.651 ovvero il 2,63%;
  • IPUB-NEW (efficientamento illuminazione pubblica di impianti nuovi), TEE rilasciati 51.417 ovvero il 1,34%;
  • IPRIV-NEW (nuova illuminazione privata efficiente), TEE rilasciati 14.664 ovvero il 0,38%;
  • IPRIV-RET (efficientamento illuminazione privata di impianti già esistenti), TEE rilasciati13.443 ovvero il 0,35%.

Secondo te, quante sono le aziende in Italia che hanno efficientato la propria illuminazione nell’ultimo anno? Quante di queste fanno parte dei 13.443 TEE rilasciati? Quante aziende invece non ne hanno approfittato?

Certificati Bianchi 2018: numeri insufficienti per adempire all’obbligo

Dal rapporto annuale Certificati Bianchi 2018, si evince un ulteriore informazione: “l’ammontare dei TEE derivanti da progetti di efficienza energetica non è sufficiente a garantire l’adempimento all’obbligo minimo per il 2018”( fonte rapporto annuale Certificati Bianchi 2018).

Come rappresentato in tabella, l’ammontare complessivo di titoli di efficienza energetica (TEE) è di circa 4,77 Mln, minore quindi ai 5,84 d’obbligo minimo.

Quanto contano i Certificati Bianchi per le imprese

L’efficienza energetica è uno dei temi più importanti per il futuro delle aziende, è naturale dunque muoversi sempre più in questa direzione, ma a fronte di quali investimenti?

Investimenti talvolta insostenibili soprattutto per le piccole imprese, che scelgono di destinare le risorse economiche ad applicazioni ordinarie, magari in grado di offrire solo piccoli risultati, ma riscontrabili subito, nell’immediato.

Dagli investimenti in efficienza energetica è impossibile aspettarsi questi risultati, o almeno in parte.

Le risorse economiche da mettere in campo sono ingenti e generano da subito un risparmio, che necessità però di anni, per rientrare nelle spese. Una volta superato questo arco temporale, si può parlare di un enorme risparmio, praticamente totale.

Possiamo dire dunque che l’investimento iniziale per molte aziende, rappresenta un vero e proprio muroma se conoscessero gli incentivi in grado di ripagare una buona parte dell’investimento, quel muro sarebbe ancora in piedi?

I Certificati Bianchi o Titoli di Efficienza Energetica, TEE, sono lo strumento più potente per la diffusione dell’efficienza energetica, e se venissero maggiormente divulgati potrebbero rappresentare un vero e proprio volano di crescita per le azienda italiane.

Un’altra figura comunemente ignorata, è quella delle ESCo, società specializzate in efficienza energetica e negli incentivi dedicati, che attraverso un particolare contratto di prestazione energetica (EPC), si fanno carico dell’intero investimento e di tutti i rischi e degli oneri legati all’impresa.

Moltissimi imprenditori italiani infatti, non sanno che possono efficientare la propria azienda senza dover investire alcunché, e che oltre a godere di una concreta diminuzione dei consumi, possono ricevere un sostanzioso rimborso economico chiamato Certificato Bianco o TEE.

Tu hai ricevuto i Certificati Bianchi per il tuo intervento di efficientamento? Allora ti sarà utile questo articolo: certificati Bianchi, quanti e come ti spettano?. Attraverso questo potrai verificare la correttezza dell’importo e come monitorare tutto il processo.

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