I Certificati Bianchi o Titoli di Efficienza Energetica (TEE) rappresentano una delle forme d’incentivazione più efficaci per promuovere gli interventi di efficienza energetica. Quali sono le ragioni? Quali interventi sono incentivati? Come si calcolano? Come fare per ottenerli?

Stai valutando di realizzare un intervento di efficienza energetica e ti hanno parlato dei Certificati Bianchi?

Probabilmente ti avranno detto che si tratta di un meccanismo particolarmente vantaggioso perché certifica e premia il risparmio energetico ottenuto con l’efficientamento, attraverso dei titoli economici.

Quante volte hai sentito parlare di una forma d’incentivazione simile? Probabilmente mai.

Di fatto si tratta di un incentivo atipico e capisco possa generare qualche perplessità.

Per questa ragione abbiamo pensato a una sorta di vademecum che possa aiutare chi come te, sta

In particolare, approfondiremo la parte legata al calcolo dei Certificati Bianchi o Titoli di Efficienza Energetica (TEE) così che ti sia possibile sin da subito, apprezzare l’importo dell’incentivo.

Se questi contenuti ti sembrano interessanti, mettiti comodo e prosegui la lettura!

Certificati Bianchi, contesto e finalità

I Certificati Bianchi o Titoli di Efficienza Energetica (TEE) sono stati istituiti il 24 aprile 2001, poi aggiornati con il decreto ministeriale del 20 luglio 2004 ed entrati concretamente in funzione l’anno successivo.

“I certificati bianchi sono titoli negoziabili che certificano il conseguimento di risparmi negli usi finali di energia attraverso interventi e progetti di incremento dell’efficienza energetica” (fonte gse.it).

I Titoli di Efficienza Energetica certificano il risparmio in TEP (Tonnellata Equivalente Petrolio): 1 TEP equivale ad un TEE e vengono scambiati all’interno di uno specifico mercato che ha per protagonisti due soggetti, quelli obbligati e quelli volontari.

I primi sono i distributori di energia elettrica e gas naturale con più di 50mila clienti che per legge sono obbligati a generare risparmio energetico e che in caso di inadempienza, hanno la possibilità di acquistare i titoli all’interno del mercato elettronico.

I soggetti volontari invece, sono quelle figure professionali ammesse a presentare i progetti di efficienza: esperti in gestione dell’energia – EGE oppure le Energy Service Company – ESCo.

Semplificando: i soggetti volontari vendono i Certificati Bianchi generati attraverso l’efficientamento ai soggetti obbligati che non hanno rispettato l’obbligo, generando così un virtuoso meccanismo in cui tutti guadagnano dall’efficienza energetica.

Altro aspetto che rende i Certificati Bianchi un incentivo particolarmente vantaggioso, è la varietà di settori ed interventi a cui è destinato.

Questa trasversalità, unita all’intuizione di porre l’obbligo di generare una definita quantità di risparmio energetico annuo su scala nazionale e ripartito in capo a diversi soggetti, ha decretato sin da subito il successo di questo progetto, arrivando a rappresentare oggi, il meccanismo più efficace per finanziare gli interventi di efficienza energetica.

Certificati Bianchi, come si calcolano

Le modalità di calcolo dei TEE vengono esplicitate all’interno della guida operativa per i Certificati Bianchi, come previsto dal DM 11 gennaio 2018, precisamente nella seconda parte del documento, alla sezione “guide settoriali”.

La quale è composta da sei allegati specifici utili ad individuare:

a) gli interventi di efficienza energetica realizzabili in ciascun settore e riconducibili alle tipologie di intervento di cui alla Tabella 1 del Decreto e s.m.i.;

b) i consumi di baseline, ovvero i valori di consumo di riferimento in caso di nuovi impianti, edifici o siti;

c) le variabili che influenzano il consumo energetico del progetto da realizzare, così come previsto dall’art. 2, comma 1, lettera t) del Decreto e s.m.i.;

d) le modalità di calcolo dei risparmi di energia primaria addizionali generabili dal progetto da realizzare.

Queste modalità di calcolo cambiano a seconda del tipo di progetto presentato, che può essere standardizzato o a consultivo.

Entrambi i tipi di “progetti di efficienza devono generare risparmi energetici addizionali, ovvero risparmi di energia primaria calcolati come differenza fra il consumo di baseline e il consumo energetico nella configurazione ex post, assicurando una normalizzazione delle condizione che influiscono sul consumo energetico a parità di servizio reso” (fonte guida operativa).

Semplificando quanto riportato dalla guida, tutti i progetti di efficientamento devono garantite a parità di ciclo produttivo, minor consumo energetico rispetto a quello generati con l’impianto precedente (consumo baseline).

Per quanto concerne i progetti standardizzati, il risparmio energetico addizionale viene rendicontato sulla base di un algoritmo di calcolo e della misura diretta di un idoneo campione rappresentativo. Vengono quindi presentati quando si verifica la ripetitività delle condizioni di funzionamento.

L’algoritmo di calcolo dei risparmi viene fornito dalle schede allegate alla guida e varia in base alla tipologia d’intervento.

I progetti a consultivo invece, quantificano il risparmio energetico addizionale conseguito attraverso la misurazione puntuale delle grandezze caratteristiche, sia nella configurazione ex ante sia quella in post.

In questo caso “la proposta di calcolo di algoritmo dei risparmi deve tenere conto delle modalità di conversione dei consumi finali in energia primaria tenendo conto delle modalità di generazione/approvvigionamento dei vettori energetici presso il sito oggetto di intervento (…)”

Come avrai potuto costatare, entrambe i progetti richiedono calcoli complessi, per questo la rendicontazione dei risparmi energetici può essere eseguita soltanto dagli specialisti del settore.

Certificati Bianchi, esempio

Il Calcolo dei Certificati Bianchi o Titoli di Efficienza Energetica (TEE) come abbiamo detto, richiede competenze tecniche specifiche, ma per aiutarti a quantificare l’importo dell’incentivo e capire così la “portata” del contributo, possiamo avvalerci di un piccolo esempio.

Intervento di efficienza energetica: relamping (sostituzione dei vecchi corpi illuminanti con quelli nuovi ad alta efficienza LED).

Consumo Ante intervento

100.000 kWh

Consumo Post intervento

40.000 kWh

Risparmio energetico ottenuto

60.000 kWh

60.000 kwh / 5357*

11 TEP, quindi 11 TEE

11 TEE x 250 € (valore attuale dei TEE)

2.750 €/An x 5 anni**

*fattore di conversione da kWh elettrici a TEP

**il numero di anni varia a seconda del tipo di intervento

Come avrai notato, in questo esempio non è riportato l’importo dell’investimento. Il motivo risiede nel principio su cui è fondato il meccanismo stesso: i TEE incentivano il risparmio energetico, non i costi sostenuti per la realizzazione dell’intervento.

Più l’impianto è efficiente, più ottieni risparmio energetico, quindi più incentivi!

Ecco perché i Certificati Bianchi sono molto più convenienti di un mero rimborso economico proporzionato all’investimento.

Se adesso ti sembra tutto più chiaro e vuoi scoprire quanti Certificati Bianchi potresti ottenere per il tuo intervento di efficienza energetica, contattaci.

RiESCo è la Energy Service Company (ESCo) specializzata in efficienza energetica e negli incentivi dedicati.